martedì 15 luglio 2014

I ristoranti della Milano dell'EXPO secondo Il Gambero Rosso 2015

Una Milano in movimento anzi in vero e proprio fermento per l'evento che sta aspettando e per il quale si è messa in moto da anni. Dal prossimo maggio 2015 e per i successivi sei mesi il capoluogo lombardo sarà infatti il centro del mondo. Sono attesi in suolo meneghino circa 20 milioni di visitatori attirati dall'EXPO, ovvero un evento di portata planetaria il cui tema "Nutrire il Pianeta, energia per la vita" ruoterà intorno a contenuti sull'alimentazione e interesserà tutti molto da vicino.
Milano e l'Italia vogliono fare bella figura con quelle che sono le sue risorse e in particolare il settore dell'enogastronomia sta cerando di offrire ciò che più gli è possibile in termini di qualità, varietà, gusto e tradizione.
Presentata stamani presso lo storico ristorante Antica Osteria del Treno(premiato inoltre tra le migliori due forchette) la guida dei ristoranti di Milano 2015 del Gambero Rosso che con i suoi 1400 locali segnalati, di cui 180 novità, cerca di raccontare tutto quello che di buono, nuovo e bello c'è da gustare in città.


Le tre forchette finiscono quasi tutte fuori porta. Al primo posto c'è Villa Crespi con lo Chef Antonino Cannavacciuolo. A seguire Dal Pescatore con ai fornelli la Chef Nadia Santini, il Devero Ristorante con lo Chef Enrico Bratolini, Ilario Vinciguerra Restaurant dell'omonimo Chef e Da Vittorio con i fratelli Cerea in cucina.
L'unico ristorante della città ad aggiudicarsi le ambite tre forchette è il Trussardi alla Scala. La brigata di cucina è diretta magistralmente e con tanto(forse troppo) cervello dal talentuoso(ed altissimo) Luigi Taglienti. 90 punti su 100 per questo ristorante in Piazza della Scala che resta un'assoluta certezza.

Gli altri nomi noti quali Cracco, Andrea Berton, Il Luogo di Aimo e Nadia, Sadler(premiato anche per il miglior servizio in sala) si devono accontentare di due forchette, nonostante siano capisaldi della ristorazione gourmet cittadina.

I tre gamberi per le migliori osterie vanno a La Madia, La Locanda delle Grazie, Un posto a Milano, Caffè La Crepa, Osteria della Villetta dal 1900.

Tre bottiglie per la migliore cantina Al Donizetti di Bergamo.

Oltre a forchette, gamberi e bottiglie in guida c'è spazio per altri numerosi premi interessanti.
Tra i migliori interpreti della tradizione abbiamo per il miglior risotto Amici Miei, Don Lisander e La Piola. Per mangiare la cotoletta più buona sono consigliati Osteria Brunello, Trattoria del Nuovo Macello e la Trattoria degli Orti. A Natale invece i migliori panettoni li trovate da Besuschio, I Galimberti e Pavè.

Vincitore del nuovo premio Gusto & Salute Pietro Leeman del ristorante Joia il locale vegetariano più famoso della città.

Per il miglior rapporto qualità/prezzo si sono classificati La Cucina dei Frigoriferi MIlanesi, Nassa, Antica Trattoria del Gallo, Turbigo e l'Osteria Grand Hotel.

Il premio formule innovative va alle Cantine California, ovvero un camion carico di delizie che ogni giorno si sposta in una via diversa della città(l'idea del famoso food truck di Burgherella qualcuno in Italia doveva pur riprenderla), all'Enoteca La Cieca dove alcune bottiglie sono sprovviste di etichetta e se a fine bevuta sarete stati così abili da aver riconosciuto il vino la bevuta sarà gratis, e M'Ama Food un progetto per sostenere le donne rifugiate e dar loro un lavoro in cucina.

Tanti anche i ristoranti etnici citati e il migliore sembra essere il giapponese Iyo.

Non mancano in guida i locali per gli aperitivi e il dopocena, le gelaterie, le hamburgherie(denomimate "paninerie"), le pasticcerie, i locali per una pausa gourmet, le pescherie con cucina, le pizzerie al taglio, le botteghe dove acquistare alimenti naturali e gluten free, carni, salumi, formaggi, birre, tè, caffè, cioccolato, olio, pane, pasta fresca e infine sono segnalati anche numerosi hotel.

giovedì 10 luglio 2014

#conoscounposticino: 72100 Wine Bar, un angolo di Puglia a Milano

Nessuna insegna sfavillante accanto al civico 46 nella snob Via Solferino, dove tra i numerosi ristoranti di varia forma, proposta e contenuto, si confonde anche qualche palazzo abitato dalla Milano che conta.
Ed è proprio qui in Brera, nel cuore del quartiere più romantico della città, che Roberto e Christian hanno voluto ricreare un angolo di Puglia. Il suo nome è 72100 winebar dove 72100 sta ad indicare non solo il codice di avviamento postale di Brindisi ma anche un vino, un Negramaro in purezza prodotto dalle Cantine Risveglio con uve ad alto grado zuccherino poiché raccolte in ottobre.



Ambiente accogliente, luminoso, con particolari da enoteca e comodi divanetti per il comfort più assoluto, per questo locale dall'offerta variegata.



mercoledì 2 luglio 2014

Dalla Tuscia le Fraschette, i Lombrichelli e gli Osti[da 100 anni]

Alcuni li chiamano tuttora "i forestieri". Danno nell'occhio e fanno parlare di loro mentre si aggirano in avanscoperta lungo le irte vie trasudanti di storia. In passato, quando erano in viaggio verso Roma, i forestieri o pellegrini amavano sostare presso le "fraschette" per trovare un po' di ristoro. Ad accoglierli una sorta di osterie con arredamento rustico quasi spartano, dove potevano gustare i prodotti tipici in abbinamento ad un ottimo vino locale conservato nella cantina situata in fondo al locale. Se poi sopra la porta era affissa una frasca il segnale era inequivocabile: in fondo alla fraschetta giacevano litri di vino nuovo. 
A Montefiascone, paese della Tuscia Viterbse sito a 640 m.s.l.m, noto per la produzione del vino EstEst!! Est!!!, per la Rocca dei Papi e per la Torre del Pellegrino(una torre dalla quasi si gode una vista a 360° sul lago di Bolsena), c'era la Fraschetta della Feliciona.



A raccontarcelo è David Ranucci autore del libro Oste da 100 anni. La sua esperienza di scrittore è strettamente correlata a quella di ristoratore, oste.


Nel libro David racconta la sua storia e la storia della sua famiglia che nel 1913 ha aperto la prima osteria a Montefiascone, l'Osteria di Vicolo Pozzocupo. Chissà se era uno di quei locali simile alle osterie "moderne" in cui ancora oggi ti aspetti di trovare tavoli di legno ricoperti di tovaglie a quadri e un buon bicchiere di vino della casa a dare il benvenuto...?!?

Insieme a lui abbiamo ripercorso i territori della sua infanzia dove lui ha affinato la sua arte di Oste. Eh sì signori, perché Osti un po' si nasce un po' lo si diventa. 

martedì 24 giugno 2014

sandwich?! Si, gelato

  • Biglietti a/r 
  • Costume da bagno ✓
  • Pantaloni comodi ✓
  • Reflex(eh sì perché la videocamera dell'iphone è funzionale e i filtri di snapseed fighi ma non sempre all'altezza della qualità richiesta) ✓

Nel trolley non dovrebbe mancare nulla. Sono in partenza. Di nuovo. Stavolta destinazione Maremma(che per me equivale a paradiso) per lavoro. Ci sono tante novità in Fattoria che devo scoprire e si chiamano api, miele, nuovi impianti di vigneto, cavalli e sala degustazione...
Qui sul blog stasera mi tocca essere breve e concisa per evitare di dilungarmi a dismisura sulle mie montagne russe quotidiane che nemmeno a Gardaland e se volete seguirmi in questa fuga in Maremma sappiate che sui social il mio mantrahashtag(no ma, l'ho scritto veramente?!) sarà #machebelloquestolavoro ☺

Intanto vi lascio con una ricetta colorata, golosa e soprattutto estiva.
Si tratta di un sandwich gelato che io con i miei orari sballati mi mangio persino a colazione...Trovate che sia un pochino esagerata ☺?!


Sandwich di gelato
Ingredienti per 4 persone
8 biscotti Digestive
240 gr di gelato fiordilatte
100 gr di fragole
65 gr di confettura di fragole
40 gr di codette colorate (o granella di nocciole)

Procedimento
Lavare le fragole e tagliarle a pezzi. Far ammorbidire il gelato e unirvi delicatamente le fragole. Ricoprire 4 coppapasta rotondi dallo stesso diametro dei biscotti con la pellicola trasparente e colmarli con il composto di gelato e fragole. Riporre nel freezer e lasciar solidificare.
Spalmare l'interno dei biscotti con la confettura di fragole. Posizionare sopra i dischi di gelato e coprire con un altro biscotto premendo leggermente. Rotolare i gelati nelle codette e servire.


English version of the recipe 

Ice cream sandwich 
Serves: 4
8 Digestive cookies
240 gr of fiordilatte ice cream 
100 gr of fresh strawberries
65 gr of strawberries jam
40 gr of colored codettes (or crushed hazelnuts)

Directions 
Wash the strawberries and cut them into pieces. Soften the ice cream gently and add the strawberries. Cover 4 round pastry rings of the same diameter of the cookies with plastic wrap and fill them with the mixture of ice cream and strawberries. Store in the freezer and allow to solidify.
Spread the inner part of the cookies with strawberry jam. Place on top of the cookies the ice cream and cover with another cookie. Roll the ice cream in the codettes and serve.

lunedì 16 giugno 2014

#cinecene - Succede a Milano

Non erano insolite le serate che terminavano con un mio:"allora come è finito film?!" pronunciato con un filo di voce dal tono assonnato trovandomi talvolta dentro un letto, altre su un divano senza fare nessuna eccezione per la comoda poltrona di un multisala.
Io e il cinema, nemici-amici da sempre e forse per sempre nonostante un cineforum frequentato per ottenere alcuni crediti formativi(l'alternativa erano le lezioni di ballo e direi che no, non ce l'avrei potuta fare) e i vari cineasti le cui strade, per circostanze varie, si sono incrociate con la mia.

Poi succede che quando hai la certezza che "no, il mio film preferito non saprei indicarlo" e che le uniche "cene interattive" fossero quelle con delitto, Milano riesce a farti cambiare idea(Ça va sans dire che è un'idea che potrebbe essere replicata ovunque).

Qui le chiamano le #CineCene e il connubio creato tra buon cibo, una giusta dose di socialità e la passione per il cinema, è un tris d'assi che sembra funzionare! Ad idearle Elisa da sempre convinta che cibo e cinema non siano poi così distanti tanto da improntare un intero Blog su tale relazione. Lei ne ha parlato anche su Occupy Deejay e io ovviamente volevo testare :).


Dove si svolgono? 
La location è la scuola di cucina Cucina In e ad attendervi troverete schermi e proiettori appesi alle pareti e tre tavoli apparecchiati con un totale di 32 posti a sedere. Una volta seduti vi verrà voglia di scoprire qualcosa in più del vostro vicino :).