lunedì 7 aprile 2014

La Tarte(Tatin) che mancava all'appello

Questa ricetta domani la consiglio alla Giovanna. Con lei tra un IN(spirazione) e un ES(pirazione) ci capiamo al volo. E sì perché il mio essere foodblogger-foodaddicted è uno stile di vita e persino in equilibrio su due palle di dimensioni diverse, mentre cerco di respirare correttamente evitando di rotolare via, la mia mente elabora ricette più o meno immaginabili(per gusto-risultato-consistenza)...
Ho sempre pensato che le banane fossero un toccasana se mangiate a colazione e ancor meglio a merenda. Giovedì scorso avevano costituito il mio spuntino pomeridiano prima della lezione di Pilates e partendo dal presupposto che a me la frutta fresca piace, ma cotta ancor di più, ho pensato che no, una tarte tatin con le banane non l'avevo ancora mai cucinata...


Ammetto, con un briciolo di soddisfazione, che il risultato ha sorpreso anche me. Le banane con il cioccolato, il caramello e la croccante sfoglia...Ehm, devo proprio continuare!? 
E considerate che a suo favore gioca anche la variante temporale. Pronta in soli trenta minuti è uno di quei dolci che può salvare faccia (e magari anche reputazione) in caso di ospite inatteso dell'ultimo minuto.
In tutto ciò non vorrei sembrare di parte e anzi lo ammetto, qualche piccolo pezzo di sfoglia intriso di caramello si potrebbe incastrare tra i denti, ma voglio ben sperare che questo non vada a costituire uno dei motivi per i quali non provarla...

domenica 30 marzo 2014

#schiscettaperfetta, o almeno c'ho provato ;)

Ed ecco che la mia incasinata routine prende di nuovo il sopravvento. Sto scrivendo e il forno è ancora in fase di raffreddamento...Penso già che domani sarà un altro giorno e come sempre inizierà con una foto della mia colazione che più o meno puntualmente(scelta del tutto immotivata la mia di non impostare sveglie e di affidarmi al mio sfasato orologio biologico...)pubblicherò su Instagram...

Seguirà un'occhiata in agenda per stabilire le priorità(il cambio del faro dell'auto fulminato evidentemente non è una priorità visto che lo sto procrastinando fino a che multa o ancor peggio buio totale in strada non ci separi) e via(ma non di corsa) per apporre nel minor tempo possibile un flag accanto all'ultima voce presente sul foglio del 31/03.
Passerò per appuntamenti culinari, caffè, mail, ricette, ancora caffè e forse anche qualche ora di relax con un libro in mano. In fondo devo riprendermi dal week end lavorativo appena terminato, iniziato con il sorriso di Miguel. Si è presentato sulla soglia dicendo che aveva un pacco per me. Era un pacco di cartone riciclato, legato con lo spago e credo sia uno dei pacchi dal contenuto più salutare che abbia mai fatto ingresso a casa mia. 10 o forse più kg di frutta e verdura di stagione da agricoltura biologica e biodinamica.


La "sfida" era quella di creare con questi ingredienti la #schiscettaperfetta. A lanciarla Alessandro autore del blog Schiasciando e del libro Schiscetta Perfetta.  E io che spesso potrei definire il mio pranzo al lavoro "la Vergogna"(evito di motivare tale affermazione) sono riuscita durante questo week end(sperando sia il primo di una lunga serie) a suscitare l'invidia dei miei colleghi nei confronti dei miei tupperware.

Stavolta prima di uscire di casa mi sono impegnata e se le foglie di spinaci hanno dato vita ad un delicato pesto, le adorabili mele e i limoni bio avevano scritto sulla buccia(non trattata) "Torta di Mele is the answer"(anche perché lavorando nel week end un dolce, purché light, nella schiscetta era d'obbligo!).


Vi lascio entrambe le ricette e se avete consigli per la #schiscettaperfetta, sappiate che sono ben accetti :)!

martedì 11 marzo 2014

Ed è subito Sicilia - #fairyfoodtour

Siamo atterrati(io personalmente ad occhi chiusi) quasi sull'acqua in una letterale lingua di terra(per la gioia di un'aviofobica come me) dopo 1h20 di volo durante il quale abbiamo visto sorgere il sole. Ma in fondo si sa che un'isola è interamente circondata dalle acque e non sarebbe potuto essere altrimenti.


Prima di questa terza tappa del giro d'Italia in 60 giorni, ovvero il #fairyfoodtour, non avevo mai messo piede nella terra di Pirandello laddove le targhe delle auto iniziano ancora con la sigla PA.


Non avevo mai permesso al fascino di quest'isola di esercitare su di me un tale ascendente e alla luce dei fatti me ne rammarico non poco.
Nei pochi giorni di permanenza ho scoperto un'isola viva, che vive e che rispetta le proprie tradizioni. Un'isola ospitale, calda, colorata, profumata, dialettale, multietnica(ad esempio che la cassata fosse un dolce di origini arabe no, non lo avevo considerato!) e sorridente(sarà forse merito del sole che vi splende per quasi 365 giorni all'anno?!).
Se posso darvi un consiglio, una volta arrivati staccate dal resto e immergetevi nella sua (sur)realtà..
Il nostro è stato un giro enogastronomico, ma anche turistico, che rifarei altre mille volte...
Abbiamo iniziato con i vini dell'Azienda Agricola Disisa.
Di fronte a questo panorama abbiamo degustato alcuni nettari di rara bontà espressione del territorio nel quale nascono.



Nei giorni successivi abbiamo bevuto altri vini(chiamateci pure sbevazzini), ma sia messo agli atti che il Vino Grillo del Feudo Disisa è senza dubbio tra i migliori.

Immersi in quella silenziosa oasi di pace non potevamo immaginare che a soli pochi chilometri di distanza ad attenderci ci sarebbe stata ben altra circostanza. È stato sufficiente scendere un pò di quota per incontrare Palermo una città in grado di farsi amare grazie al folklore e agli schiamazzi dei suoi mercati...
Così colorati, veri, autentici e chiassosi che non saprete da che parte guardare.


lunedì 3 marzo 2014

Per la serie "Tutto fa brodo"


Di cicale di mare, di mele, d'anatra e di cioccolato. In ogni caso, limpido e filtrato. Da bere o da versare nel piatto per annegare un risotto ben compatto e perfettamente mantecato con olio, polvere di teste di gamberi e pangrattato. L'artefice è Andrea Berton che nel suo nuovo Ristorante Berton, il brodo lo declina in tutti gusti per accompagnare tutte le portate, persino il dessert. 

Coraggioso proporre in un contesto moderno come quello del Ristorante e del suo background un menù che ruota intorno ad un alimento cardine così antico e quasi demodè, ma questa è la prova lapalissiana che la tradizione condita con tanta acuta e illuminata innovazione può dare risultati al di sopra delle aspettative. 


venerdì 21 febbraio 2014

Bersi Serlini, Bollicine in Franciacorta

Siamo partite da Milano (quasi)senza navigatore io e Camilla. Tuttavia la dimenticanza non si è rivelata così grave. Dopo aver lasciato l'autostrada A4, per raggiungere l'Azienda Bersi Serlini, basta proseguire seguendo la Strada del Vino Franciacorta ovvero un percorso che si estende per oltre 80km ed è disseminato da curatissimi filari.


Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero i vitigni che prosperano in questo territorio caratterizzato da un suolo particolarmente fertile ricco di minerali e da un clima favorevole per i forti venti delle montagne circostanti che, mitigati dagli influssi del Lago di Iseo, asciugano ed evitano un eccessivo ristagno di umidità.


Noi, i filari impiantati sui 35 ettari di proprietà della famiglia Bersi Serlini, li abbiami visti da vicino quasi al tramonto guidate da Chiara Bersi Serlini(la quarta generazione dell'azienda) a bordo di un mezzo elettrico senza vetri in grado di raggiungere una velocità poco sostenuta, omologato per due e utilizzato in tre.  
Dai vigneti, che devono godere di ottima salute e che sembrano non terminare mai, siamo passate in cantina dove avviene la produzione del Franciacorta, un vino gentile e pregiato a doppia fermentazione, nel cui nome è sottinteso l'appellativo DOCG