venerdì 31 dicembre 2010

I miei tartufi del Nanni!!!

Volevo fare questo post domani(sapete no come si dice: chi posta a capodanno, posta tutto l'anno...), poi però mi sono detta che in realtà queste scaramanzie è meglio lasciarle a chi ci crede e così ho deciso di fare come mi ero prefissata e quindi come ogni venerdì eccoci con una ricettina di una golosità...
Da quando ho partecipato al corso di cioccolateria del Nanni e da quando ho provato a fare le praline da sola e le ho fatte assaggiare ai soliti avventori, la domanda è stata sempre la stessa “ma i cioccolatini quando li rifai?!”. “Per fare i cioccolatini ci vuole tanto  tempo e quando avrò le ferie giuro che mi cimenterò di nuovo”. Le ferie sono giunte e gli avventori non solo non si sono dimenticati della mia promessa, ma puntualmente me l’hanno ricordata. Considerando che la prima settimana di ferie è stata piena zeppa di impegni e di cose da fare ho cercato di non deludere le aspettative dedicandomi alla lavorazione del cioccolato, ma producendo qualcosa di meno impegnativo rispetto alle praline. Fare la praline significa imbattersi in due temperaggi(e conseguenti lavaggi di minimo 3 ciotole, 2 leccapentole e 2 casseruole) e quindi una volta realizzato che non ce l’avrei mai a fatta a farle (tempisticamente parlando), mi sono data alla produzione dei tartufi, per fare i quali è necessario sì temperare, ma solo una volta. E quando hai l’impasto dei Ricciarelli che dovrà essere lavorato, modellato e poi cotto e in forno hai due teglie di cantucci in cottura(sono un asso nel ridurmi sempre all'ultimo minuto e poi dover fare tutto insieme :-|||), anche solo ridurre i temperaggi da due ad uno è una gran cosa. E così dispensa del Nanni alla mano mi sono messa all’opera.
Vi chiedete se sono piaciuti?! Vi dico solo che in questo caso non posso utilizzare nemmeno il detto”durare da Natale a Santo Stefano” poiché la sera del 24 erano già stati spazzolati via tutti…Provate a farli e mi saprete dire…

TARTUFI AL LIQUORE
Dose per circa 28 tartufi:
  • 100 gr di cioccolato al latte
  • 30 gr di burro ammorbidito
  • 15 gr di Rum
Per la copertura:
  • 200 gr di cioccolato fondente (io al 70%)
  • 100 gr di cacao amaro
Procedimento
In una ciotola amalgamare il burro ammorbidito con il rum con l’aiuto di un cucchiaio fino ad ottenere un composto molto cremoso(tutto il liquore non riuscirà comunque ad unirsi al burro).
Ridurre il cioccolato al latte a pezzettoni e farlo sciogliere a bagnomaria. Quando è ben sciolto unirlo al composto a base di rum e burro e mescolare bene con l’aiuto di una spatola.  Quando il composto sarà omogeneo coprirlo con la pellicola e porlo in frigorifero a rassodare per almeno 4h.
Trascorso questo tempo riprendere il composto e con un cucchiaino prendere dei pezzetti di composto grandi come una noce e con i palmi delle mani formare delle palline considerando che con il calore delle mani il composto tenderà a sciogliersi quindi fare l’operazione velocemente (io per evitare che il composto si sciogliesse ho messo nelle vicinanze una ciotola con il ghiaccio e ci poggiavo i palmi delle mani ogni tre o quattro palline prodotte…Vi assicuro che le mie mani non si sono mai surriscaldate…).
Posizionare le palline su un piatto e porle di nuovo in frigo per altri 30 minuti.
Nel frattempo mettere in una ciotola il cacao amaro e procedere con il temperaggio della copertura. Per il metodo da me utilizzato vi rimando dal maestro che lo spiega in maniera molto esaustiva.
Quando il cioccolato fondente sarà in tempera tuffarvi una pallina alla volta, recuperarla e scolarla con l’apposita forchettina per pralinature a denti larghi(abbastanza introvabile nei negozi, anche nei più specializzati).Tuffare la pallina ben sgocciolata nella ciotolina con il cacao e scuotere la ciotola per far si che il cacao si attacchi uniformemente al tartufo. Sistemare i tartufi nei pirottini e servire.


E con questa montagnetta(che la Ferrero mi venga a chiedere i diritti per la palese imitazione di una loro nota pubblicità?!?;-)), aimè sparita troppo presto, vi saluto e vi auguro un buon 2011!!!

mercoledì 29 dicembre 2010

I simil cantucci e la prima suonata del postino…


Sarà che non li avevo mai nemmeno concepiti, sarà che non li avevo mai assaggiati, sarà che a volte le cose che meno ci convincono al primo istante poi si rivelano le più azzeccate…ma credetemi se vi dico che quasi quasi mi converto ai simil-cantucci salati(simil poiché non ho utilizzato mandorle tipiche dei cantucci, bensì noci)!!!
Già mentre impastavo, quella bella massa morbida emanava un inebriante profumino e una volta cotti non ho aspettato nemmeno che si freddassero per assaggiarne qualcuno(i primi di una lunga serie)…Hanno avuto così successo che le prime due teglie sono sparite per assaggi vari e il giorno successivo mi sono dovuta procurare di nuovo tutti gli ingredienti e ho dovuto replicare, tanto erano piaciuti. Per la cena della vigilia sono stati anche consumati come aperitivo accompagnati da Prosecco di Valdobbiadene e Champagne. Vi dico solo che alcune delle signore invitate mi hanno chiesto la ricetta, che ho subito trascritto avendola ancora bene impressa in mente(quando fai la stessa cosa per due giorni di seguito difficilmente la dimentichi).
Spero di avervi incuriosito un bel po’ e che vi venga voglia di provarli perché ne vale veramente la pena. La ricetta originale trovata qui, prevedeva l’utilizzo delle mandorle che io ho sostituito con delle noci. La sera prima infatti avevo trascorso ben due orette a sgusciare delle noci provenienti dall’albero dell’orto di mio padre(se ad aiutarmi ci fossero stati gli scoiattoli sguscianoci del film La fabbrica di cioccolato forse avrei impiegato la metà del tempo…). Rispetto quella ricetta ho anche rivisto le dosi della farina(a mio avviso troppo poca) e di conseguenza quelle del lievito. Come ve la riporto qui sotto è ben collaudata e pronta per la realizzazione. Se provate fatemi sapere.

SIMIL-CANTUCCI SALATI CON GORGONZOLA E NOCI
Dose per circa 40 pezzi
  • 520 gr di farina 00;
  • 180 gr di gorgonzola(io dolce Mauri, ma può andare bene anche il piccante);
  • 120 gr di noci sgusciate intere;
  • 120 ml di latte fresco(io parzialmente scremato);
  • 80 gr di olio e.v.o.;
  • 3+1/2 cucchiaini di lievito per torte salate;
  • 2 uova;
  • 1 pizzico di sale fino;
  • 1 spolverata di peperoncino in polvere(dosare in base ai gusti); 

Procedimento
Mettere il latte in un pentolino e porlo sul fuoco medio. Aggiungervi in gorgonzola e mescolare spesso finchè non sia completamente sciolto. Allontanare dal fuoco e far raffreddare. Setacciare la farina sulla spianatoia e unirvi il lievito, il peperoncino e il sale. Formare una fontana e rompervi al centro le uova. Sbattere le uova con una forchetta e unire l’olio. Unire il latte al gorgonzola ormai intiepidito e le noci. Lavorare con le mani velocemente fino ad avere un impasto morbido ed elastico. Dividere l’impasto in pezzi più piccoli(circa 6) e dargli la forma di filoncini. Adagiare i filoncini su una teglia coperta di carta da forno e porli in frigo per 15 minuti.
Far scaldare il forno a 180° e far cuocere i filoncini per circa 30 minuti o finchè siano appena dorati in superficie. Estrarre la teglia dal forno(richiudendo lo sportello)e con un coltello ben affilato tagliare i biscotti in diagonale facendoli spessi 1.5 cm. Posizionare di nuovo i biscotti nella teglia da forno e farli cuocere per altri 15 minuti o finchè siano perfettamente dorati(può capitare che nel momento in cui tagliate i cantucci l’interno non sia perfettamente cotto, ma non c’è da allarmarsi poiché durante gli ulteriori 15 minuti si cuocerà perfettamente).
Sfornare e far raffreddare su una griglia per dolci.


Ricordate, tempo fa vi avevo detto che il postino aveva suonato due volte?!?
Ebbene è giunto il momento di svelarvi il motivo della sua prima visita: doveva consegnarmi un pacco pieno di bellissimi prodotti della Pedrini. Se quando ha suonato per scendere i due piani di scale ho impiegato un bel po’, per risalire c'ho messo un nanosecondo tanta era la curiosità di vedere cosa contenesse quel paccone. E lo so che voi che voi siete curiosi quanto me, quindi apriamolo insieme…


All'interno:
Che dite, è valsa la pena di farsi venire il fiatone su per le scale?!? ;-)
Io dico proprio di si...E ora non mi resta che sbizzarrirmi in cucina con tutti questi meravigliosi utensili...

lunedì 27 dicembre 2010

Meglio tardi che mai...i Ricciarelli!

Come non iniziare la settimana se non parlandovi di uno dei tre soggetti della foto di venerdì?!?
Con cosa partire allora?!? Bè visti i commenti ricevuti su quell'immagine e considerando che tra le tre cose era sicuramente quella più natalizia(e quindi poi non sarebbe più tanto il caso di proporvela), ho pensato che forse iniziare con i protagonisti della foto centrale sarebbe stata la cosa più appropriata…Eccomi quindi a presentarvi i "miei" Ricciarelli (definiti "miei" giusto perchè li ho fatti io e non perchè la ricetta sia mia ;-)).
Io adoro le mandorle e l’idea di fare questi meravigliosi e delicatissimi dolcetti era da un po’ che stazionava nella mia testolina.
In giro si trovano varie ricette per realizzarli compresa quella antica senese risalente al 1879 di Giovanni Righi Parenti. Titubante fino all’ultimo ho poi deciso di seguire alla lettera(ma dimezzando le dosi), quella che è la ricetta di Paolo Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato. Pochi ingredienti e un semplice procedimento per un ottimo risultato. Quelli che ho ottenuto sono dei ricciarelli molto delicati e profumati alle mandorle dolci. L’unico piccolissimo errore l’ho commesso nella cottura poiché se li avessi tolti dal forno quando erano meno dorati sarebbero stati leggermente più morbidi all’esterno, ma anche così, all’interno ero comunque molto scioglievoli.
Li ho fatti giovedì sera. Li abbiamo mangiati venerdì sera ed erano buonissimi, ma il sabato a pranzo erano ancora migliori, quindi vi consiglierei di prepararli con un leggerissimo anticipo e conservarli in una scatola di latta.
Veniamo ai vari passaggi e procedimenti per realizzarli.


RICCIARELLI
(Ricetta di Paolo Sacchetti)
Dosi per circa 56 pezzi:
  •  450 gr di zucchero semolato
  • 300 gr di mandorle intere sgusciate
  • 105 gr di albumi(3)
  • zucchero a velo q.b.

Procedimento
Il giorno prima(e non prima, poichè questa operazione se fatta al momento dell'utilizzo accentuerà l'aroma e i dolci rimarranno più morbidi).
Portare a bollore una pentola con l’acqua e versarvi le mandorle. Farle bollire per circa due minuti, poi scolarle velocemente e sbucciarle una per volta facendo pressione con il pollice e l’indice(operazione velocissima e semplicissima, la pelle si staccherà molto facilmente). Disporre le mandorle sbucciate su un canovaccio di cotone pulito e asciugarle. Tritarle finemente in un cutter(o in un robot) unendo tutto lo zucchero semolato. Per fare questa operazione è necessario azionare il robot ad intermittenza per evitare che le mandorle facciano fuoriuscire il loro olio. Versare la polvere ottenuta in una capiente bastardella e unirvi 30 gr. di albumi(uno nel mio caso) leggermente sbattuti. Impastare leggermente con le mani, coprire con del cellophane e riporre il composto in frigo per almeno 24 ore considerando che più tempo rimarrà nel frigo più quando verranno cotti, compariranno le screpolature caratteristiche del ricciarello.

Il giorno successivo.
Togliere l’impasto dal frigo e farlo riposare a temperatura ambiente per almeno 2 ore. Trascorso questo tempo trasferirlo su una spianatoia, disporlo a fontana e mettere al centro 75 gr di albumi(2 nel mio caso). Sbatterli leggermente e unirli al composto impastando a mano e rendendo il tutto il più omogeneo possibile. Infarinare la spianatoia con 100 gr di zucchero a velo e con l’aiuto di tale spolvero formare un grosso filone. Ricavare dal suddetto filone 7 pezzi di circa 120 gr ciascuno e sempre aiutandovi con lo spolvero di zucchero a velo e farina ricavare 8 pezzi di 15 gr ciascuno. Con le mani dare la forma di una losanga e farli arrivare ad uno spessore di 1.5 cm. Coprire una leccarda con la carta da forno e posizionarvi i ricciarelli distanziandoli almeno 3-4 cm(in cottura cresceranno molto). Lasciarli riposare per almeno 2 ore a temperatura ambiente, così che si formi una leggera crosticina in superficie.
Trascorse le 2 ore esercitare una leggera pressione sui ricciarelli(si formeranno delle crepe) e spolverizzarli con lo zucchero a velo. Preriscaldare il forno a 160° e farli cuocere per circa 10 minuti, non facendoli colorire troppo. Sfornarli e prima di toglierli dalla leccarda farli raffreddare poiché da caldi si potrebbero rompere.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Ornella del blog Il giardino dei sapori e dei colori, Natale e dintorni dolcezze da tutto il mondo.

mercoledì 22 dicembre 2010

Il classico non muore mai(o almeno non dovrebbe)...

Dubbio amletico: questi che vedete in foto, voi come li chiamate???Ravioli o agnolotti?!?
Io li chiamo ravioli, ma non sono mica certa di dire poi la cosa più giusta...Comunque, in attesa di leggere le vostre preziose opinioni in merito inizio con il dirvi che questo post è altamente necessario...Ho scoperto infatti che in pochissimi blog compare una delle ricette di pasta fresca più classiche in assoluto, ricetta che finora ho sempre realizzato in base alle dosi prese da un'enciclopedia di cucina di mia mamma, la ricetta dei buonissimi e comunissimi ravioli(?!?) ricotta e spinaci...
E' vero che nei blog si sperimenta, si guarda alle novità, si cerca sempre di stupire con ricette all'ultimo grido, però credo che a volte anche un pò di basi non guastino...Eccovi quindi le dosi per i miei ravioli ricotta e spinaci che ho realizzato giusto ieri. Considerate che con le dosi riportate ne vengono circa 50 pezzi. Io ieri ho fatto la dose doppia e ovviamente poi l'istruttore in palestra mi ha fatto allenare le braccia. "Perchè non gliel'hai detto?!"vi chiederete voi e io vi rispondo"perchè quello non è scemo e se lo avesse saputo avrebbe concluso che me li sarei anche mangiati e sarebbe stato molto peggio", quindi a volte è decisamente meglio soffrire in silenzio ;-). 
Al momento 80 pezzi giacciono nel freezer e 20 sono stati mangiati oggi, dalla sottoscritta e dalla cavia con un condimento "alternativo". Invece del solito ragù di carne o sughetto con pomodorini pachino abbiamo optato per condirli con dell'ottima crema tartufata che avevo trovato nel pacco della Ortocori, ricevuto tempo fa e del quale vi avevo già parlato qui e qui
Che dire, i piatti sono stati ripuliti alla perfezione e ne è venuto fuori un pranzetto con i fiocchi. I ravioli e quella crema hanno dimostrato di essere in piena sintonia e insieme hanno creato un accordo perfetto. Li dovete provare assolutamente e mi ringrazierete.


RAVIOLI RICOTTA E SPINACI 
Dose per 50 pezzi
Per il ripieno 
  • 150 gr di spinaci (il peso si riferisce agli spinaci lessati e scolati; per ottenere questo peso occorrono circa 500 gr di spinaci freschi)
  • 450 gr di ricotta mista 
  • 3+1/2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 tuorlo
  • 1 noce di burro
  • sale fino 
  • 1 spolverata di noce moscata
Per la sfoglia
  • 5 uova
  • 450 gr di farina 00(+ farina q.b. per la spianatoia)
  • 50 gr di farina manitoba(che produce più glutine e conferisce maggiore elasticità alla sfoglia)
  • 1 pizzico di sale
Per il condimento 
Procedimento
Pulire gli spinaci e lessarli con pochissima acqua per dieci minuti circa. Scolarli bene, strizzarli e tritarli con un coltello. Ripassarli il padella per qualche istante con una noce di burro per farli asciugare bene. In una terrina setacciare la ricotta, unirvi il parmigiano e amalgamare. Unire gli spinaci intiepiditi, il tuorlo, la noce moscata e il sale. Lavorare con una forchetta fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire il contenitore con la pellicola trasparente e far riposare in frigo per almeno 2 ore. 

Su una spianatoia setacciare le due farine e formare la fontana. Rompervi al centro le uova unire un pizzico di sale e sbatterle con una forchetta. Aggiungere gradualmente la farina della fontana e impastare con le mani. Lavorare il composto finchè non sarà liscio e omogeneo(circa 15 minuti). Formare una palla, avvolgerla con la pellicola e farla riposare il frigo per circa 20 minuti. Prelevare la pasta dal frigo dividerla in 6 pezzi e stenderne uno per volta con un matterello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile(non consiglio di fare questa operazione con la macchina perchè a mio avviso la sfoglia poi diventa troppo liscia in superficie e perde  la porosità. Vi consiglio inoltre mentre stendete un pezzo d'impasto, di tenere gli altri chiusi nella pellicola in frigo per evitare che si secchino). Posizionare sopra alla sfoglia stesa del mucchietti di ripieno grandi come una noce e coprirli ripiegando la sfoglia su se stessa. Con una rotella tagliare dei ravioli a formando delle mezzelune e con i rebbi di una forchetta sigillare bene i bordi. Disporre i ravioli che sono pronti sulla spianatoia infarinata. 

Portare a bollore una pentola con acqua. Al bollore salare e versare i ravioli. In una padella versare la crema tartufata, aggiungere poco olio e stemperare con un mestolo di acqua di cottura dei ravioli. Appena i ravioli salgono a galla, recuperarli con una schiumarola e versarli nella padella con la crema. Ripassarli per pochi istanti, impiattare e servire, spolverando a piacere con del parmigiano grattugiato. 

N.B. I ravioli possono anche essere preparati in anticipo e surgelati fino al momento dell'utilizzo. In tal caso andranno chiusi in sacchetti appena fatti e dovranno essere riposti in freezer. Al momento dell'utilizzo sarà necessario portare a bollore dell'acqua salata. I ravioli andranno versati nell'acqua bollente ancora surgelati e saranno pronti quando tornano a galla. 

martedì 21 dicembre 2010

Un pò d'egoismo non sempre guasta...

Per la colazione di stamani volevo qualcosa che fosse di mio assoluto gradimento. Raggiungere un quarto di secolo è una tappa importante della propria vita e così stavolta ho voluto fare l'egoista...Niente "eh ma lo sai che io il caffè nei dolci lo sopporto poco", "ma poi se non mi piacciono?!".Pazienza dico io, se non ti piacciono farò il duro sforzo di divorarli io per te...Volendo quindi scegliere, ho optato per qualcosa che in un certo senso mi rappresentasse. Io sono quella dei 4 o 5 caffè al giorno rigorosamente amaro senza zucchero; io sono quella dei dolci soprattutto a colazione; io sono quella che per i muffin e dolcetti monoporzione impazzisce; io sono quella che un pò di cioccolato fondente non guasta mai; io sono quella che se è dolce ma non troppo è meglio; io sono quella che se è dolce e ci sono pochi grassi è meglio...E così mi sono fatta questi fantastici dolcetti al caffè. La ricetta l'avevo trovata sulla rivista La Cucina del Corriere di agosto, ma a causa di scoraggiamenti vari avevo sempre indugiato nel farli. Stavolta però nessuno mi ha potuto fermare. Sono dei dolcetti senza aggiunta di alcun grasso e senza aggiunta di lievito. Eppure come potete vedere sono esplosi in cottura. I tuorli lavorati molto bene in modo da fargli inglobare aria e le chiare montate a neve fermissima hanno fatto si che in cottura crescessero e non poco.
Vi segno la ricetta qui di seguito dandovi sola un'avvertenza se decidete di farli di sera come me per averli belli freschi per la colazione della mattina successiva: attenzione mentre ripulite il contenitore dell'impasto a non cedere alla tentazione di assaggiarlo...Io ieri sera sono stata sveglia fino alle 3 che non riuscivo a chiudere occhio ;-)...
Ps ovviamente anche la cavia criticona ha gradito ;-)!!!
Pss il sapore di caffè rimane in bocca a lungo...
Psss ieri a casa mia il postino ha suonato due volte...

DOLCETTI AL CAFFE'
Dose per 6 stampini
  • 200 gr di farina "00";
  • 150 ml di caffe' ristretto(volendo prendere solo quello più forte ho fatto 3 caffettiere da 6 tazze e 1 volta la caffettiera da 2 tazze prendendo il primo che fuoriusciva e buttando via il resto);
  • 120 gr di zucchero semolato;
  • 4 uova;
  • 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere;
  • 100 gr di cioccolato fondente,
  • cioccolato bianco per decorare(facoltativo);
Procedimento 
Preparare il caffè e farlo raffreddare. 
Separare i tuorli dagli albumi e lavorare i primi con lo zucchero aiutandovi con la frusta a mano fino ad ottenere un composto molto cremoso(il mio aveva le bolle).
A parte in un contenitore pulitissimo(se ci sono dei residui grassi nel contenitore gli albumi non monteranno come devono) con le fruste elettriche montare gli albumi a neve ben ferma. 
Versare sul composto a base di tuorli il caffè ormai freddo e mescolare bene fino ad ottenere un composto abbastanza liquido e senza grumi. Unirvi poco per volta la carina setacciata con il cacao amaro e amalgamare. 
A questo punto accendere il forno a 180°.
Unire al composto gli albumi ben montati mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontarli. 
Foderare con carta da forno bagnata e ben strizzata degli stampini monoporzione(io quelli per panna cotta in acciaio) e versarvi il composto fino a riempirli. Infornare gli stampini nel forno ormai caldo e farli cuocere per circa 20-25 minuti assicurandovi che siano cotti facendo la prova con uno stuzzicadenti. Se fuoriesce asciutto sono cotti. Sfornare i dolcetti e estrarli dagli stampini con tutta la carta e farli raffreddare su una griglia per dolci(farli raffreddare negli stampini significherebbe far diventare umido tutto l'interno degli stampi e di conseguenza rovinare i dolcetti).
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e colarlo sui dolcetti. Aspettare che solidifichi, decorare a piacere con scagliette di cioccolato bianco e servire.

venerdì 17 dicembre 2010

Problemi di...etichette!!!

E’ la prima volta che per mettere le etichette in fondo al post mi troverò in seria difficoltà…Eh già perché il piatto(già definirlo così mi sembra un’iperbole), lo sfizio che sto per presentarvi(così va già meglio), è qualcosa di dolce, molto dolce, nonostante le apparenze possano far pensare tutt’altro…Avreste mai pensato che un involucro di zucchine crude sottilissime potesse contenere qualcosa da consumare a fine pasto?!No eh…E inizialmente nemmeno io credevo che dalla mia malsana idea potesse nascere qualcosa di buono. E invece mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo. La colpa però stavolta non è mia. Mi dicono: “devi rendere creativa una zucchina e per farlo hai 10 minuti di tempo”. Voi come avreste accolto questa sfida?!
Mentre siete lì che vi spremete le meningi (poi nei commenti mi raccontate cosa vi è passato per la mente), vi dico come ho fatto io…E ovviamente concorderete con me che l’insolito binomio di etichette, “verdure, dolce”, stavolta ci sta tutto ;-)!!!
Ho creato quindi dei fagottini di zucchine con un ripieno di ricotta, cioccolato e zenzero(immancabile poichè conferisce una nota fresca)...Non potete capire come sono gustosi. Un dolce da consumare senza troppi sensi di colpa non rinunciando al gusto di qualcosa di buono, sfizioso e leggero(non ho un contratto con la Ferrero tranquilli ;-))!!!



FAGOTTI DI ZUCCHINE 
Ingredienti per 6 fagottini
  • 2 zucchine molto lunghe
  • 200 gr di ricotta fresca vaccina 
  • 2 cucchiai rasi di zucchero a velo vanigliato
  • 50 gr di cioccolato fondente al (io al 70%)
  • zenzero in polvere
Procedimento 
Lavare molto bene le zucchine e asciugarle. Togliere le estremità e con una mandolina o un pelapatate ricavarne delle fettine sottilissime nel senso della lunghezza considerando che per ogni fagottino ne occorrono quattro. Tamponarle con della carta assorbente per renderle asciutte.
Con un grosso coltello ridurre a pezzettoni il cioccolato fondente. 
In una ciotola setacciarvi la ricotta, unirvi lo zucchero, le scaglie di cioccolato(tenendone da parte un pò per devorare)e una spolverata di zenzero e lavorare per ottenere un composto cremoso e omogeneo.
Prendere quattro fettine di zucchine. Disporle due in modo tale che andranno a formare una croce e sovrapporre alla croce le altre due fettine che andranno a formare una X. Posizionare al centro dell'intreccio  un pò del composto a base di ricotta e chiudere gli otto lembi piegandoli verso il centro. Proseguire così fino a formare tutti i fagotti. 
Metterli su un vassoio da portata e decorarne la superficie con delle scaglie di cioccolato fondente e servire.


mercoledì 15 dicembre 2010

Il mio primo contest...

Stamani sono quasi emozionata e non brillo in fantasia(vedi titolo abbastanza triste che però rende bene l'idea del contenuto del post in questione ;-))...Quasi un anno di blog alle spalle e non sentirlo per niente. Tantissime sono le esperienze che ho vissuto(che sono state molto al di sopra delle mie umili aspettative da dilettante), le persone che ho conosciuto e con le quali quasi quotidianamente ci sono stati degli scambi di opinioni, tante sono le soddisfazioni che ho provato e posso affermare che il blog per me è stato un’ottima cura per superare il pessimismo che mi aveva quasi totalmente travolta.
Proprio per ringraziarvi e per divertirci un po’ insieme, ho deciso dopo molti indugi(tecnici-pratici-organizzativi) di lanciare un contest che spero sia di vostro gradimento.
In quest’avventura non sarò sola, ma sarò accompagnata da una persona speciale, una persona che ho avuto la fortuna di conoscere oltre che virtualmente anche personalmente e con la quale è scattata quell’intesa perfetta che solo una grande passione in comune è capace di far nascere tra due persone fino ad allora sconosciute. Lei è Lucia meglio conosciuta nella blogosfera come Lucy del blog Ti Cucino Così.
Insieme, valutando i nostri gusti abbiamo deciso che il tema del contest sarà(rullo di tamburi):
Il Finger Food!!!
Si proprio lui, il signor cibo monoporzione, quello che mangi senza l’ausilio delle posate, quello che ti permette di socializzare e quello che permette di dare libero sfogo alla tua fantasia…
E una sfida a colpi di bocconcini creativi ci piaceva proprio!!!

Veniamo quindi alle semplici regole per partecipare.

  • Il contest inizia il 15 dicembre 2010 e termina il 31 gennaio 2011 15 febbraio 2011(avrete 60 giorni quindi niente scuse ;-));

  • Per partecipare sarà necessario realizzare e corredare di foto una ricetta di un finger food(va bene sia dolce che salato. Decidete in base ai vostri gusti);

  • Se possedete un blog dovrete pubblicare la ricetta e la foto. Sul vostro blog dovrete anche inserire il banner del contest (che trovate qui di lato)con un link a questa pagina. Una volta pubblicato il post dovrete passare qui e lasciare un commento con il link della ricetta con la quale partecipate e il vostro indirizzo mail(al quale verrete contattati in caso di vittoria). Io aggiornerò la lista delle ricette in gara modificando questo post mentre le ricevo.

  • Se non possedete un blog potete inviare la ricetta e la foto al mio indirizzo di posta elettronica: poffilo@tiscali.it. La pubblicherò io per voi sul mio blog.
    
  • Valgono solo ricette inedite.

  • Si può partecipare con una sola ricetta.

  • I  vincitori saranno 4(e ci saranno 4 vincitori di riserva) e le ricette verranno giudicate da me e Lucia in base a criteri quali originalità, presentazione e creatività.

  • I 4 vincitori saranno contattati via mail e avvisati della vincita previa pubblicazione dei nomi su questo blog. Il vincitore contattato dovrà farmi sapere entro 2 giorni dalla ricezione se intende usufruire del premio del quale si è fatto carico. Se così non fosse dovrà rispondermi entro 2 giorni dalla ricezione della mail, scrivendo che intende rinunciare al premio. In tal caso procederò nel contattare i nominativi di riserva. Appena avrò ricevuto le conferme dei 4 vincitori pubblicherò i nomi dei vincitori su questo blog.
Per il premio vi dico subito che devo ringraziare infinitamente i titolari del fantastico negozio Lombardi Store di Viareggio poiché permetterà a me a e Lucia e ai 4 vincitori, di trascorrere una bellissima giornata presso il loro magnifico Store.
Loro credono molto al nostro mondo, al mondo dei food blogger e hanno il piacere di ospitarci per conoscerci meglio e per poter premiare i vincitori di persona.
Gentilmente, in questa giornata, metteranno a nostra disposizione la cucina attrezzata che ha sede all’interno del negozio e lì potremo realizzare alcuni Finger Food che verranno poi offerti ai clienti del negozio. Inoltre Lucia, che oltre ad essere bravissima in cucina è anche una bravissima BarLady, abbinerà a ciascun piatto preparato, un cocktail, così nel pomeriggio offriremo un aperitivo ai clienti e a chiunque di voi voglia passare a farci un saluto. Anzi dovete passare e sarete tutti i benvenuti!!!
N.B. I 4 vincitori si faranno anche carico di alcuni premi a sorpresa che saranno messi a disposizione dal Lombardi Store e che gli verranno consegnati nell’arco della giornata.
Che dite? Vi piace come idea? Noi diciamo e speriamo di si.
E quindi cosa aspettate?! Tutti all’opera…Da parte nostra noi, attenderemo con ansia i vostri bocconcini appetitosi!!!


I blogger e le ricette in gara 

domenica 12 dicembre 2010

Una mousse a 4 mani per 6 bocche ;-)

Che tempaccio oggi...Freddo, pioggerellina fine, nebbia e foschia di quelle che ti fanno accendere la luce in casa anche alle 12.00 facendoti chiedere se da un momento all'altro sbucherà fuori il Cavaliere senza Testa(Sleepy Hollow) per venirti a prendere...Sveglia alle 10.30, solito kiwi a digiuno e bicchiere d'acqua per mandarlo giù(:-|), controllata alla posta, accensione del caminetto e quando stai per tornare tra le braccia di Morfeo sulla comoda poltrona davanti al camino che comincia a scoppiettare ecco che...DRIN!!! "Ops e ora chi è?!Ma poi sono ancora in pigiama". "Sara, sono la mamma. Ti ho portato un pò di legna e siccome a casa ero da sola(fratello partito per Verona e padre a caccia come tutte le domeniche) sono venuta qua a trovarti e mi fermo anche a pranzo". "(Oh-mio-Dio!!!)Benissimo sali". "E visto che c'ero ho portato anche l'aspirapolvere a vapore, così puliamo un pò più a fondo la casa"...Ed ecco che tutti i tuoi piani di una domenica all'insegna del sonno e del relax davanti al caminetto si sgretolano in un nano secondo. Ma i colpi di scena non finiscono qui...Alle 12.45 suona il telefono di casa. Quel numero a dispetto di quelli dei cellulari, ce l'hanno veramente in pochi e visto che mia madre era lì non poteva che essere la madre della cavia...E infatti..."Sara, sono Rita. Ascolta stasera nel rustico facciamo un pò di pizza nel forno a legna. Perchè non vieni su?" "Ah ok grazie. Va bene ci vediamo stasera". E così non solo niente giornata dormigliona, ma dovrò anche uscire(sgrunt)...
Nel pomeriggio decido di fare un dolcetto da portare a casa della cavia e visto che c'era mia madre ho approfittato per farmi dare una mano. Abbiamo deciso di fare una mousse al cioccolato e dopo l'iniziale indecisione sulla ricetta da seguire (cavoletto Vs libro del cioccolato) optiamo per il secondo poichè ci sembrava riportare una ricetta più completa. 
Ecco quindi che ci mettiamo all'opera. 
Cosa dirvi...Le foto credo che parlino da sole. La mousse era favolosa. Trasportare le varie verrines è stato facilissimo, grazie ad una comoda cassettina che giaceva dimenticata in un armadio e per farvi vedere la consistenza finale della mousse, la mia dose l'ho mangiata solo un pò e una volta tornata a casa l'ho fotografata...Era di una sofficità estrema(ps dopo la foto la verrines è stata doverosamente ripulita a lucido ;-))
Veniamo alla ricetta che dovete assolutamente provare...Una coccola golosa di quelle che non dimenticherete facilmente(e neanche la vostra bilancia)...

MOUSSE AL CIOCCOLATO 
tratta dal libro del cioccolato 
Ingredienti per 6 verrines(come quelle in foto)
  • 300 gr di cioccolato fondente al 60%
  • 3 tuorli
  • 3 albumi
  • 75 gr di zucchero semolato 
  • 240 gr di panna liquida fresca 
Procedimento
Mettere un recipiente d'acciaio in frezeer per venti minuti.
Nel frattempo in una ciotola montare gli albumi a neve ben ferma e tenere da parte.
Spezzare grossolanamente con un coltello il cioccolato fondente. 
Estrarre il recipiente in acciaio dal freezer, versarvi la panna e con lo sbattitore elettrico montare finchè la panna non risulti ben soda. Tenere da parte. 
Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria. 
Montare i tuorli con lo zucchero a bagnomaria(con le fruste elettriche) finchè non siano spumosi e abbiano raggiunto la temperatura di 50°. 
Versare i tuorli in una ciotola pulita e unirvi a poco a poco il cioccolato fuso mescolando continuamente(se il composto dovesse indurire troppo unire qualche cucchiaio di acqua calda per stemperare un pò). Quando il composto sarà omogeneo unirvi poco a poco la panna montata e incorporarla delicatamente mescolando dal basso in alto per non smontarla. Dopo aver unito tutta la panna, unire poco a poco gli albumi montati, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto(a volte sotto alla massa montata degli albumi potrebbero esserci degli albumi ancora allo stato liquido. Fare attenzione e non unirli alla mousse). 
Quando il composto sarà omogeneo versarlo nelle verrines e metterle in frigo per almeno quattro ore prima di servire. 

sabato 11 dicembre 2010

Apple finger!!!

Come promesso, eccomi per mostrarvi una delle ricette pensate per Cuochi e Fiamme. Questa di oggi era la mia idea iniziale per proporre un finger food alternativo, poichè sul finger food mi sarei dovuta sfidare nell'ultima prova. Si tratta di tartine di mele con miele, speck e robiola.

Sono molto leggere, fresche e carinissime da vedere. A casa avendo a disposizione varie formine avevo optato per quelle a forma di stella, mentre in trasmissione le avrei volute fare a forma di mela. Ma ahimè, nonostante la richiesta niente coppapasta a forma di mela e solamente uno rotondo di diametro abbastanza grande. Come se non bastasse poi invece dei previsti 8 minuti, ne avevamo solo 6 a disposizione e non facendo in tempo a decorare ciascuna tartina con la robiola ho deciso di metterla velocemente solo in palline di plexiglas e di posizionare ciascuna pallina accanto alle tartine e il risultato non è stato quello che speravo. A voi ho deciso di mostrare quelle fatte con calma e precisione a casa. Io le trovo molto carine e anche per il sapore molto particolare secondo me le dovete provare. Vi faranno fare un'ottima figura.
Vi lascio gli ingredienti e il procedimento.



TARTINE DI MELE
per 4 tartine

  • 2 mele golden grandi 
  • 100 gr di robiola
  • erba cipollina
  • pepe nero
  • miele millefiori
  • succo di un limone
  • 60 gr di speck
Procedimento 
Tagliare le mele a fette orizzontali ricavandone 8 fette dello spessore di 8 mm circa. 
Con una formina a forma di stella ricavarne 8 stelle. Con un coltello appuntito incidere la parte centrale di ciascuna stella di mela per togliere il torsolo. Spremere il limone e con il succo bagnare le fette di mele affinchè non anneriscano. Con un coltello spalmare con il miele 4 stelle e sovrapporre su ciascuna l'altra stella in maniera sfalsata non facendo combaciare le punte. Con un coltello imbiancare le punte delle stelle con la robiola. Fatta questa operazione unire alla robiola rimanente l'erba cipollina e il pepe nero. Ridurre lo speck a striscioline. Mettere sopra ciascuna tartina lo speck e una pallina di robiola precedentemente lavorata con il pepe e l'erba cipollina e servire subito. 

mercoledì 8 dicembre 2010

8 dicembre 2010...e chi se lo dimentica più...

Giusto il tempo di sfare il trolley e di preparare una tisana ed eccomi da voi.
Fino a meno di tre ore fa ero a Roma e ora sono già davanti al pc con la posta da controllare, un post da scrivere non per dovere ma per necessità di condividere con voi la mia esperienza e una serie di emozioni contrastranti che mi attrevarsano. Ma procediamo con ordine. 
07.12
Ansia, ansia, ansia…Ma per quale motivo il 16 luglio mi decisi a mandare quella mail? Perché il 22 luglio accettai di andare a Roma con 40° e presentarmi presso gli studi della Magnolia?! Perchè invece di agire sempre istintivamente non imparo a contare almeno fino a 1000?! Ormai comunque non si può più tornare indietro quindi forza e coraggio…Dai cronometriamo quanto tempo mi ci vuole per fare un uovo di sfoglia. Se vado oltre i 4 minuti sono spacciata. Mi devo velocizzare.

Ore 00.45 La cavia: “Ti degni a venire a letto oppure stanotte la passi in bianco e domani poi ti tagli qualche dito mentre registrate?!”. “Finisco di esercitarmi con le ultime due zucchine delle dieci già ridotte a dadini, e arrivo(e intanto una montagna bianca e verde di zucchine ridotte a brunoise stava crescendo in altezza di minuto in minuto).”

08.12 
Orvieto stazione ferroviaria, destinazione Roma Termini. Bella Roma l’8 dicembre vero?! Nonostante il cielo grigio si respira un’aria serena. Tutti i negozi sono aperti, con vetrine luminose e addobbate all’estremo. In giro c’è tantissima gente che curiosa alla ricerca dei regali, con la calma che solo un giorno di festa può consentire il lusso di godere.
Peccato che io non sia né in giro per negozi, né calma nè serena.
Arrivo a Termini, corsa al primo Taxi libero e comunico al conducente la destinazione, Digitopoli, Teatro 5.
Lì ad aspettarmi dovrei trovare la produzione, la redazione, le truccatrici, il conduttore e i giudici. Eh già sarò una delle due concorrenti di una puntata di Cuochi e Fiamme. 

Dopo circa un'ora di permanenza dietro le quinte, scendiamo in studio. Bellissimo, attrezzatissimo e tutto è pronto per la nostra gara. Incontro la sfidante una gentile signora siciliana di origini ma che vive a Roma. Poi arriva il conduttore e infine i giudici tra cui una sempre sorridente Chiara Maci. 
Rompiamo il ghiaccio e si parte con le sfide. 
In tutta la registrazione avrò tre nemici: un parmigiano grattugiato che non è abbastanza secco e stagionato; il tempo e infine un coppapasta dal diametro un pò troppo grande che non mi permetterà di ottenere un finger food, ma piuttosto un "hand food" ;-)...
Prima prova: cestino di parmigiano. Peccato che il parmigiano non fosse proprio stagionato e grattugiato fine e si sa che più il formaggio è fresco, più è acquoso e più sarà difficile una volta fuso modellarlo...E infatti quello che riesco a fare tutto è tranne che un cestino :-(...Vabbè pazienza. 
Seconda prova: tra il cous cous e il ragù verrà scelto il cous cous. Il tempo passa anche troppo velocemente e non riesco nemmeno a fare una decoranzioncina al piatto. Ma anziché deprimermi la prendo con il sorriso e stranamente se fino a prima ero tesa come una corda di violino(tanto che dalla redazione non sapevano più cosa dirmi per distrarmi), dopo è stata tutta una risata e uno scambio di battute tra me, i giudici e il presentatore. 
La prova successiva vede come protagoniste le sarde e sebbene si ironizzi un pò sulla forma delle mie polpette "cubiche"mentre le stavo preparando, devo dire che dopo sono piaciute e anche parecchio ;-)...
L'ultima prova, quella decisiva è su un tema che a me piace molto: il finger food!
Anche lì 6 minuti volano e per colpa di un coppapasta un pò troppo grande le mie tartine diventano degli hand food più che finger food. L'idea è stata comunque apprezzata e ritenuta carina poichè originale(non capita tutti i giorni di vedere delle tartine di mele), ma purtroppo a causa delle dimensioni ero...fuori tema!!!Tutti ad assaggiare i finger food e nemmeno il tempo per ringraziare giudici e presentatori che dalla redazione mi dicono che il taxi è stato chiamato e a minuti verrà a prendermi. 
Saluto frettolosissimamente la cara Chiara, Cristiana della redazione che mi ha sempre aiutata e seguita in questi giorni, la gentilissima signora Fiammetta Fadda, il simpaticissimo Riccardo Rossi, il fantastico presentatore, sempre dalla parte dei concorrenti, Simone Rugiati e partenza con il taxi verso la Stazione Termini, ancora con il sorriso sulle labbra. 
La puntata purtroppo non verrà trasmessa prima di febbraio, ma se volete farmi due risate ve la consiglio vivamente...Io una volta che mi sono tranquillizzata, ne ho fatte veramente di tutti i colori.
Concludo dicendovi che qualunque sia stato l'esito della puntata, sono troppo felice di aver partecipato e mi sembra quasi impossibile che nonostante la mia giovane età abbia avuto la possibilità di vivere un'esperienza simile, che non dimenticherò molto facilmente. 
Ovviamente a breve su questi schermi alcune delle ricette di oggi...Ora tisana e relax ;-)!!!

domenica 5 dicembre 2010

Una delle dodici fatiche di Ercole: i cannoli!!!

Era da tanto che dicevo di farli. Da sempre rappresentano uno dei miei dolci preferiti. Al Salone del Gusto, qualche mese fa, me l'ero mangiato uno al giorno e anche la cavia, che non li aveva mai assaggiati, se n'era innamorato. Qualche anno fa mi trovavo in Abruzzo per lavoro e incappai in una festa-gemellaggio chiamata Dall'Etna al Gran Sasso dove negli stand siciliani venivano servite specialità gastronomiche di quella terra. E due enormi cannoli ogni sera, costituivano la mia cena(uno con la ricotta e uno con crema e pistacchi).
Mia madre poi aveva a casa gli stampi per cannoli che erano ancora confezionati poichè mai utilizzati e ogni volte che li vedevo mentre ero alla ricerca di qualche altro attrezzo mi dicevo che prima o poi li avrei utilizzati. E proprio ieri era l'occasione giusta per tentare. Ero stata invitata a cena a casa della cavia poichè sua madre aveva organizzato una cena a base di pizza, cotta nel loro forno a legna, per 14 persone. Visto che quando vado da loro ho sempre(o quasi) la buona abitudine di portare il dolce ho pensato di fare i cannoli sperando che potessero piacere e soprattutto che mi venissero bene anche perchè non avevo il piano "B". So che potevo tranquillamente fare qualcosa di più semplice o di più sicura riuscita vista la quantità di assaggiatori che avrei avuto(uno dei quali ha estratto dal portafoglio un biglietto da visita della pasticceria palermitana Recupero nella quale dice di aver mangiato i cannoli più buoni e con i quali avrebbe paragonato i miei :-|), però io adoro le sfide e ho voluto provare. Vi dico subito che farli non è stato per niente semplice e ho dovuto combattere con cannoli che una volta nell'olio si volevano aprire(i primi tre infatti li ho dovuti buttare via, ma poi ho risolto), con cannoli che non ne volevano sapere di stare a pancia in giù durante la brevissima cottura, con cannoli che inizialmente non volevano lasciare lo stampo(poi ho scoperto che lo stampo è flessibile e basta fare pressione alle due estremità in modo tale che diminuisce di diametro e il cannolo fuoriesce senza alcuna resistenza)e con stampi che dopo svariati minuti di fuoriuscita dalla padella erano ancora roventi e che io credevo di poter maneggiare tranquillamente con conseguenti polpastrelli a forma di cannolo. Però tutto sommato dopo i primi, fare gli altri è stato molto più semplice e devo dire che sono proprio contenta del risultato.
Tutti i commensali hanno gradito e l'unica nota meno positiva è stata dovuta dal fatto che il cannolo va riempito e mangiato subito per non permettere al ripieno di inumidire e far perdere croccantezza al cannolo. Io invece li ho riempiti alle 20.00, ma visto il protrarsi della cena sono stati mangiati dopo le 23.00, quindi non erano proprio croccantissimi. Però il gusto era ottimo e il signore con il biglietto da visita palermitano, mi ha fatto dei sinceri complimenti. 
A questo punto non mi resta che lasciarvi la ricetta che è quella che trovate anche nel blog dello Zio Piero e che trovate qui
Vi segno comunque anche io tutte le dosi e i passaggi lasciandovi delle note (spero utili) in base a quello che è successo a me. 


CANNOLI SICILIANI 
Per il ripieno:

  • 1 kg di ricotta vaccina(la ricetta originale prevede quella di pecora)
  • 400 gr di zucchero a velo(non vanigliato)
  • 150 gr circa di gocce di cioccolato fondenti o scaglie di cioccolato (da inserire in un secondo momento)
Per i cannoli:
  • 250 gr. di farina "00"
  • 25 gr di strutto
  • 25 gr di zucchero 
  • 1 gr di sale fino 
  • 5 gr di cacao amaro in polvere
  • 75 gr di marsala(io Florio, consigliatomi dallo Zio)
  • 1 uovo 
  • olio di semi di arachidi q.b. per friggere
  • 1 albume
Per rifinire:
  • zucchero a velo q.b. 
  • granella di nocciole o pistacchi q.b
Procedimento 
Iniziare lavorando poco con una forchetta, in una terrina, la ricotta setacciata con lo zucchero a velo fino ad ottenere una morbida crema(non lavorare troppo per non rischiare di far diventare la ricotta troppo liquida). Coprire il contenitore con un foglio di alluminio e mettere in frigo per almeno 24 ore. 
In giorno successivo preparare i cannoli. Impastare la farina con lo strutto e aggiungere il cacao, lo zucchero, il sale, l'uovo e infine il marsala e lavorare l'impasto a lungo o finchè cambierà consistenza e diventerà liscio e molto elastico. Formare una palla e riporla in frigo avvolta con della pellicola trasparente almeno un'ora.
Con l'aiuto di un matterello stendere l'impasto molto sottile(anche più sottile di come li ho fatto io)e con un coppapasta rotondo del diametro di almeno 10 cm ricavarne dei cerchi.
Sbattere un'albume con una forchetta.
Arrotolare intorno agli stampi per cannolo(con le dosi sopra riportate si otterranno 18 cannoli, quindi sarà necessario munirsi di 18 stampi) i cerchi di pasta ottenuti non facendoli aderire troppo poichè in cottura gonfieranno. Per far in modo che in cottura non si aprano occorre spennellarli con l'albume sbattutto nel punto di chiusura prima di chiuderli.
Portare  a 180° abbondante olio in una padella. Friggere i cannoli e io consiglio di non friggerne più di due alla volta poichè si dovrà prestare molta attenzione. Metterli con l'attaccatura verso il fondo della padella e fare attenzione che non si girino subito(tendono a farlo per motivi fisici di maggiore pesantezza della parte superiore). Girarli dopo pochi secondi poichè la cottura sarà velocissima e fare sempre attenzione che non si aprano(io con una forchetta cercavo sempre di fare pressione sul punto di chiusura).
Quando il cannolo presenterà molte bolle e avrà un colore dorato intenso sarà pronto e andrà tolto dalla padella con una schiumarola. Posizionare ogni cannolo sopra un foglio di carta assorbente per fritti. 
Quando saranno tiepidi esercitare pressione alle estremità dello stampo stringendolo e far in modo che il cannolo si sfili senza alcuna difficoltà. Farli raffreddare completamente(i cannoli così ottenuti possono essere conservati in una scatola di latta fino all'utilizzo).
Poco prima di servirli estrarre la ricotta dal frigo, versarvi le gocce di cioccolato e riempire con essa un sac à poche(io con una bocchetta liscia del diametro di 12mm). 
Riempire i cannoli. 
Decorare le estremità con granella di nocciole o di pistacchi, cospargere con zucchero a velo e servire subito. 


Con questi golosissimi cannoli partecipo al contest di Ambra del blog Il Gatto Ghiotto, Sweet Moments.

giovedì 2 dicembre 2010

Avanzi...in verrines ;-)

Dalle mie parti(disagiate aggiungo io)al supermercato è difficilissimo trovare delle confezioni di panna fresca da montare da 250 ml. Trovi però sempre e ovunque, quelle da 500 ml che vengono commercializzate intelligentemente con un comodo tappo per la chiusura, ma che una volta aperte vanno consumate entro massimo 4 giorni…E quindi ogni volta che compro della panna fresca per qualche dolce è sempre la solita storia: “con quella che rimane che ci faccio?!?”.
La cavia dall’alto della sua fantasia culinaria mi suggerisce ogni volta di farci la panna cotta che poi lui nelle sere successive se la mangerà con una bella colata di Nutella, alla faccia delle calorie.
Però che barba sempre la classica panna cotta…
Ieri sera aprendo il frigo mi sono resa conto di avere la bottiglietta della panna fresca rimanente dalla preparazione del tiramisù(comincio a non ricordare più nemmeno quello che ho in frigo e mi sa che comincio a diventare un caso patologico). Accanto ad essa giaceva anche una bella bottiglietta da 330 ml, contenente del liquido rosso scuro, anch’essa richiusa con un funzionale tappo e con su riportata la seguente dicitura:”una volta aperta conservare in frigo e consumare entro 4 giorni”. Quindi anche per essa a breve avrei dovuto decidere il destino…E il destino è stato deciso prima del previsto perché l’idea di una panna cotta con della gelatina al succo di melograno al 100% mi ispirava e non poco. E così mi sono messa all’opera.
Ne sono usciti questi bicchieri a righe(se provate a farla vi consiglio di non utilizzare i classici stampini per panna cotta, poiché trovo che, esteticamente parlando, la panna cotta con gelatina colorata nei bicchieri monodose dia il meglio di sé), che sinceramente mi hanno stupita sia da un punto di vista estetico che gustativo.

PANNA COTTA BICOLORE IN VERRINES
Ingredienti per la panna cotta:
  • 260 gr di panna fresca liquida
  • 40 gr di latte fresco (io parzialmente scremato)
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 foglio di colla di pesce(2 gr.)
  • 1 bustina di vanillina(so che non è il massimo, ma non avevo bacche disponibili :-|)
ingredienti per la gelatina al melograno:
  • 120 gr di succo di melograno 100%(oppure si possono spremere i chicchi di un melograno e si filtra il succo che fuoriesce con un colino)
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 foglio di colla di pesce(2 gr.)
Procedimento
Iniziare preparando la panna cotta. 
Mettere in ammollo in acqua fredda il foglio di colla di pesce e lasciarlo ammorbidire per almeno 10 minuti.
Versare in un pentolino dal fondo spesso il latte, la panna, lo zucchero e la vanillina. Mescolare e portare sul fuoco a fiamma bassa. Mescolare in continuazione e quando accenna a bollire allontanare dal fuoco. Strizzare bene la colla di pesce e metterla nel composto bollente a base di panna. Girare fino a quando non sarà completamente sciolta(qualche secondo ;-)).
Prendere delle verrines e versarvi il composto fino a riempire meno di metà verrines. Mettere nel freezer e lasciar solidificare fino a che in superficie non si crei una pellicola resistente che dovrà sostenere il peso del secondo strato(la mia era al punto giusto in un'ora circa).
Nel frattempo preparare la gelitina di melograno. 
Mettere in ammollo in acqua fredda il foglio di colla di pesce e lasciarlo ammorbidire per almeno 10 minuti.
Mettere il succo in un pentolino e mettere sul fuoco. Versarvi lo zucchero e far scaldare mescolando, finchè lo zucchero non sarà completamente sciolto. Allontanare dal fuoco, strizzare la colla di pesce molto bene e aggiungerla al succo caldo. Mescolare finchè non sarà completamente sciolta. Lasciar raffreddare mescolando di tanto in tanto. 
Quando il primo strato di panna cotta sarà solidificato in superficie, estrarla dal freezer e versarvi sopra uno strato di gelatina ormai raffreddata che sia alto come la metà dello strato di panna cotta. 
Riporre di nuovo la verrines in freezer finchè la gelatina non sia solida in superficie e possa sostenere il peso dell'ulteriore strato di panna cotta(stavolta per me sono stati 20 minuti circa). Nel frattempo mescolare di tanto in tanto la panna cotta e la gelatina ancora nel pentolino per non farle solidificare troppo. 
Estrarre dal freezer e versare di nuovo la panna cotta. Far solidificare in freezer di nuovo(stavolta nemmeno 15 minuti) e terminare con uno strato di gelatina rimanente. 
Porre in frigo e far riposare per almeno 8 ore prima di servire.